PDF Stampa E-mail

ESTATE:

TEMPO DI FINALI DI STAGIONE

L’estate, la stagione più bella dell’anno, quella in cui ci si concede il meritato riposo dopo mesi ininterrotti di studio e lavoro, è finalmente arrivata! Per i telefili questo particolare periodo, però, comporta anche situazioni “delicate”: dalle imprecazioni contro la tv generalista che continua a mandare a ripetizione le repliche di Un medico in famiglia, ai traumi da separazione provocati dai finali di stagione in onda sulle pay tv!

Tutti i telefilm trovano il modo di raccontarsi ed evolvere attraverso il micro-cosmo puntata che può essere vista come un tassello di un puzzle (racconto di tipo orizzontale) o autoconclusiva e slegata dal resto (nel caso di narrazione verticale), eppure, di qualsiasi telefilm si parli, il finale di stagione rimane un episodio dalla valenza particolare: è un’occasione per tirare le somme, per risolvere quesiti rimasti aperti, per ribaltare note stonate di episodi precedenti, è una sorta di seconda chance in alcuni casi e per chi nel finale, oltre alla stagione chiude anche la serie, questo diventa una sorta di firma, qualcosa che inevitabilmente rimarrà nella mente degli spettatori che lo hanno seguito!

POSSIBILI SPOILER A SEGUIRE, LEGGERE CON PRUDENZA:

In Grey’s Anatomy 6 un pazzo armato, dopo la morte della moglie, trasforma l’ospedale in un tiro al piattello, in un crescendo d’ansia, di frustrazione perché nessuno riesce a fermarlo, fa fuori uno dopo l’altro, come pedine degli scacchi, tutti i chirurghi che si trova sotto tiro, fino allo scacco matto, al Re, il primario dell’ospedale, che anche disteso a terra, con una pallottola nel costato, ha una messa in piega perfetta (premesso che lo adoro, come la Young non riesco a trattenermi dal fare battute sui capelli di quest’uomo)! C’è poco da scherzare, il signor finale della 6^ stagione di Grey’s, assolutamente ansiogeno e shockante, non ha solo sottolineato cose note: tutta la serie poggia sui pilastri Derek-Meredith-Cristina e l’innesto dei nuovi Avery e Robbins funziona, ma anche che la serie gode di ottima salute nonostante avvisaglie di crisi, dovute all’uscita di scena di personaggi di peso. La Rhimes ha messo in luce che un gran finale è azzardato, inaspettato, qualcosa che sconvolge le aspettative, che quasi riscrive il genere, che lascia aperto lo spazio a nuovi scenari ma che scioglie i dubbi precedenti... Lost, la serie in cui un’isola viene spostata qua e là nell’oceano, in cui un uomo sulla sedia a rotelle da un momento all’altro si è messo a correre a caccia di cinghiali ed un altro è persino sopravvissuto ad un’esplosione elettromagnetica, che di audacia ha fatto il pieno, nel finale, trasmesso molto prima dell’inizio dell’estate e riproposto tra qualche settimana in chiaro su Rai2, è tornato ad essere un telefilm comune, prudente. Intendiamoci  “The end” è un buon finale (un’anticchia banalotto il titolo) se si bada a regia, interpretazione e se si contano i tanti fazzoletti che hanno asciugato le mie lacrime durante le due ore di messa in onda in contemporanea mondiale, ma non è un finale da Lost, semplicistico, poco coraggioso, con troppi punti ancora irrisolti; una serie che è stata definita per anni solo con superlativi, conclusa con un finale semplicemente buono è un po’ una beffa! Brothers & Sisters 4 nel finale ritrova gli elementi di tutta la stagione: scontatezza, barbosità, credo di aver anche dischiuso gli occhi in alcuni passaggi, per non parlare della story-line sul terreno il cui nome è l’anagramma di Norah Walker, che da appezzamento roccioso e desertico che ha portato sul lastrico la famiglia, nell’ultimo estremo tentativo si trasforma, guarda caso, nella falda freatica più ricca d’America: decisamente stucchevole, oltre che inverosimile! Un mega cliffangherone finale è stato l’unico elemento in grado di rialzare i toni (per soli tre minuti) di una serie che in questa quarta stagione ha regalato qualche guizzo nelle prime puntate e solo ripetitività e noia nelle altre. L’auspicio è che l’uscita di scena di alcuni personaggi e il salto di un anno previsto all’avvio della prossima stagione, spifferato dagli autori sul web, risollevino le sorti di un telefilm che è stato un gioiellino nelle prime due stagioni e ora sembra il fantasma di se stesso; il finale non ha fatto altro che confermare la forte crisi che dilaga tra gli sceneggiatori della serie, catalogabile come noioso e sconfortante.

Al brillante esordio di The Vampire Diares, sono contenta di poter accostare un finale degnissimo, dimostrazione che la serie ha saputo mantenere qualitativamente alto il livello delle story lines e assolutamente avvincenti gli sviluppi della trama. Il finale fa le pulizie di primavera: elimina tutti i vampiri fuoriusciti dalla cripta in una super retata anti-succhiasangue (grazie al Cielo, non ne potevo più di vampiri che spuntavano da ogni angolo), sancisce le basi per un sano triangolo amoroso tra i fratelli Salvatore e Elena, dato che quest’ultima bacia appassionatamente il Salvatore sbagliato davanti la porta di casa, ma “forse” non si tratta di Elena, bensì della sua sosia vampiro Katherine, appena tornata in città. Se si possono ricavare dei vantaggi dall’avere una sosia vampiro, ad esempio un bel voto in storia, a Elena non è andata benissimo, visto che la sua ha un debole per i suoi ragazzi e se ne va in giro attentando alla vita dei suoi genitori biologici… Il finale riassume la serie alla perfezione, una delle novità migliori di quest’anno, incalzante e sorprendente. Con The Big Bang Theory 3 c’è spazio per un finale dai toni meno epocali ma speranzosi, in particolar modo fiduciosi sull’amore: che se ne possa trovare uno, anche se l’interessato è un genio allergico ai rapporti umani, che sembra aver incontrato qualcuno che guarda il mondo dalla sua stessa prospettiva e che uno finito, dalle ceneri ancora incandescenti però, possa tornare ad ardere come prima. Al solito la sit-com, come già era stato per la seconda stagione, lascia in sospeso le vicende sentimentali dei suoi protagonisti con una puntata divertente e gradevole in linea con lo stile della serie, senza osare troppo, una sorta di finale, senza i connotati di finale, un modo per superare il trauma della separazione fino alla prossima stagione in modo indolore.

Nel finale di stagione l’essenza dei telefilm viene amplificata: l’attesa, quel lasso di tempo che intercorre tra una puntata e la successiva, si dilata fino a coprire un’estate intera, settimane dopo settimane in cui vengono in mente ipotesi, scenari e l’unico modo per placare la crisi d’astinenza telefilmica si traduce nella ricerca spasmodica di spoiler su internet, video inediti e contenuti extra! Ahinoi non c’è molto da fare, non rimane che consolarci con un lettore, tanti cofanetti dvd e la consapevolezza che sappiamo già come va a finire (nel bene e nel male), almeno fino a settembre!

Buona estate a tutti!!

Monica Pappalardo

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

News

Sigla