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NON SOLO BROTHERS AND SISTERS 

 


In questi settimane è possibile vedere in onda sul Raidue le puntate conclusive della terza stagione di Brothers and Sisters - Segreti di Famiglia. È già successo fin troppe volte di dover assistere ad avvenimenti di questo genere, sospensioni immotivate e riprese degli episodi in fasce orarie che sviliscono prodotti di notevole fattura. Il cinque febbraio scorso, infatti, gli spettatori hanno dovuto interrompere la visione delle storie di Nora Walker e dei suoi figli alla nona puntata e hanno dovuto aspettare il mese di giugno per poter finalmente godersi le altre quindici puntate. Questi piccoli incidenti di percorso fortunatamente non riescono a togliere nulla al piacere di gustare le cene a base si vino e pettegolezzi della famiglia Walker. Il clan è fermamente guidato dalla volitiva e protettiva Nora, interpretata da Sally Field. Scoperto il tradimento del marito William, Nora ha dovuto affrontare la comparsa di figli illegittimi veri o presunti,  lo spauracchio di amanti intraprendenti e desiderose di accaparrarsi una fetta delle industrie di famiglia e ha dovuto fare i conti con un personale desiderio di rivalsa e di riappropriazione della propria dimensione individuale.
La famiglia è una cartina al tornasole dell’America di questi anni, ogni personaggio, tutti molto complessi e ben congeniati, fa venire a galla un aspetto della società con tutti i suoi drammi e contraddizioni. Basta ricordare il giovane e sensibile Justi
n con i suoi problemi di dipendenza da alcol e droghe e la sua appartenenza all’esercito che apre una dolorosa finestra, non sempre priva di una certa patriottica ideologia, sui soldati in missione in Iraq e la sofferenza delle famiglie. Emergono dalle fitte trame familiari delle costanti che meritano alcune riflessioni, non possiamo non renderci conto quanto la figura maschile nel ruolo di padre sia vista da varie prospettive e sviscerata in tutte le sue componenti. Fin dalla prima puntata il pater familias esce fisicamente di scena, ma la sua presenza rimane costante e preponderante nelle prime serie. Padre che con la sua presenza-assenza nelle vite di moglie e figli svolge la funzione di motore delle decisioni di molti componenti della famiglia Walker. Quello che risulta essere maggiormente influenzato dalla morte improvvisa del genitore è il figlio maggiore Thommy che sente il peso di dover prendere in mano la propria vita lavorativa per dimostrare di essere all’altezza delle aspettative paterne. Desideroso di avere dei figli, deve scontrarsi con la dura realtà della sterilità e deve chiedere ai due fratelli di donare lo sperma. Vengono affrontate in questo frangente le difficoltà della paternità e del dover prendere decisioni vitali fin dai primi istanti,  infatti uno dei gemelli muore (non ci sembra un caso che sia proprio il maschio che aveva preso il nome del nonno) per permettere alla sorellina di non indebolirsi per donargli un rene. Nella terza serie scopriamo che il padre biologico della piccola Elisabeth è Kevin. Il promettente avvocato, da poco sposatosi con il compagno Scotty, non è esente dall’influsso della figura paterna. In alcune puntate viene raccontata la poco accondiscendente reazione di William Walker alla notizia dell’omosessualità del figlio. La sua morte improvvisa ha impedito a Kevin la possibilità di avere la certezza di essere stato accettato e in questo modo si spiega il forte disappunto del giovane alla notizia del tardivo outing dello zio Saul, al secolo Ron Rifkin già visto nei panni del cattivo Arvin Slone nella serie Alias, una sorta di figura paterna sostitutiva. Lo zio, infatti, compiendo una sorta di ulteriore tradimento affettivo non aveva difeso e sostenuto il nipote nel momento della rivelazione sulla propria sessualità. Kevin, in una divertente puntata piena di inquietanti sogni, immagina se stesso nei panni di un non troppo improbabile genitore e, scartata l’ipotesi di avere un ruolo più attivo nella vita della bambina, finisce per accettare e comprendere pienamente la vera e profonda natura dell’essere genitore che va al di la dei legami biologici.
Questo aspetto si ricollega anche al desiderio di Kitty di adottare un figlio, anche qui vediamo che la figura maschile nel ruolo di padre, incarnata da Senatore McCallister, non è molto presente e coinvolta, poiché maggiormente impegnata a portare avanti la carriera politica. Non dimentichiamo Rebecca che prima ha dovuto accettare di essere una dei Walker e di non aver potuto godere né di un padre né dei fratelli e successivamente, una volta scoperto che il suo vero padre era un altro amante della madre, è animata dal desiderio di allacciare dei rapporti con quest’uomo che non sempre si è dimostrato propenso a svolgere un ruolo importante nella vita della figlia. Nelle prima serie il nucleo familiare che appare più solido è quello della sorella maggiore Sarah, ma è solo un equilibrio precario infatti presto il marito Joe, padre amorevole e apparentemente marito devoto, la tradisce e minaccia di portarle via i figli, Paige e Cooper. Anche in questo caso la figura paterna subisce una drastica evoluzione in questa serie che non come abbiamo avuto modo di vedere non mette al centro, come ci farebbe pensare il titolo, solo dinamiche tra fratelli e sorella, ma anche riesce lucidamente e mai in modo banale a parlare dell’essere genitori.

Elisa Buffa

 

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